L’Atelier permanente e il “muro vivo”

IMG_20181025_221716516(3)

L’Atelier permanente è stato il quartier generale della zattera dell’arte terapia da giugno 2016 a marzo 2019  e si trovava all’interno di Umpalumpa Officina di storie e colori, a Clusone in via Querena 42.

Era un piccolo spazio accogliente in cui si svolgevano diversi incontri di arte terapia da condividere con altre persone o da vivere singolarmente in qualsiasi momento della giornata. Poi, durante gli orari di chiusura, si trasformava in uno spazio privato dedicato a chiunque avesse voglia di vivere profondamente l’arte terapia assaporando anche buone letture in gruppo o individualmente.

P_20170810_093714

Passando a trovarmi nell’orario di apertura della libreria, qualcuno poteva riuscire a sbirciarmi tra una borsa e l’altra, indaffarata a preparare qualche incontro, impegnata a condurre un laboratorio, a leggere una storia da sola o in compagnia o a fare quattro chiacchiere più o meno esilaranti con la mia socia libraia.

Per essere sicuri di incontrarmi però, era essenziale mandarmi un messaggio o telefonarmi prima, perché proprio quel giorno, esattamente mentre un vecchio amico varcava la porta o una nuova conoscenza provava a farsi strada per salutarmi, la Michy e la zattera potevano essere in giro con qualche borsa e tanti albi belli per uno dei vari laboratori itineranti.

E allora mi sarebbe dispiaciuto essermi persa un’occasione d’incontro.

 

 

 

Comunque, che io ci fossi o no, il caos in fermento e il “muro vivo” dell’atelier rappresentavano perfettamente il mio modo di fare arte terapia.

In poco tempo il mio spazio era diventato un’esplosione di colori e forme in continua evoluzione e nonostante sembrasse ormai pieno di sfumature più o meno delicate e saturo di messaggi diversi, continuava ad essere il simbolico taccuino ove i passeggeri della zattera lasciavano tracce del loro cammino, continuando, modificando o nascondendo con svariate soluzioni le proprie tracce o i disegni di altri.

Era un gioco di strati, travestimenti, trasformazioni, evoluzioni.

Istintivo, primordiale, riflessivo o semplicemente momentaneo.

Era forte.

Ogni volta e per ogni persona, forte in modo diverso.

Incantava, respingeva, soffocava, alimentava, stimolava, legittimava.

17390669_1461762940532172_2357609007834918604_o

C’era.

Ed è stato il testimone, parzialmente anarchico, di due anni e mezzo straordinari.

A volte mi capitava di guardarlo e scoprire trasformazioni inaspettate, nuovi dettagli, cambiamenti sorprendenti o chiarissimi ricordi di avventure passate che proprio in quell’istante acquistavano senso.

Quando ce lo si trovava davanti il mio consiglio era di chiudere gli occhi,  respirare intensamente e riaccendere lo sguardo in cerca di bellezza.

Sarebbe arrivata: bastava semplicemente provare a sentirla.

Una carezza, una risposta, una lampadina accesa.

Lì, proprio in quel punto, c’era uno spazio per te. Per noi forse. E per altri.

Oppure non c’era proprio e allora,  probabilmente, era davvero il caso di guardare oltre.

 

 

 

20161126_172651WhatsApp Image 2019-03-31 at 12.45.02

Quando ho avvertito che, per vari motivi, era venuto il momento di lasciare quello spazio, ho cominciato a togliere. Uno strato alla volta, facendo riaffiorare vecchie memorie e rivivendo emozioni assolutamente sorprendenti.

Non è stato semplice ma è stato profondamente nutriente: mi sono presa il tempo per accogliere la storia di questo pezzo di zattera e ho potuto mettere a fuoco un po’ meglio il mio stile personale, le mie motivazioni e i miei obiettivi.

55961948_2618385051536616_5338770719750750208_oQuando finalmente ho spento la luce sul muro sbiancato, ho potuto aggiungere questo importante capitolo nell’archivio del passato.
Si è chiusa così una fase importante, ricca d’intense esperienze, creatività in movimento, presenze in evoluzione, attimi di pura e semplice emozione.

Due anni e mezzo di atelier trascorsi da Umpalumpa Officina di storie e colori mi hanno regalato grandissime soddisfazioni e soprattutto hanno rafforzato la mia convinzione di voler fare l’arte terapeuta, da grande. Perché quando senti di essere qualcuno, lo sei e allora devi continuare a migliorarti senza perdere la direzione.

Nonostante certi giorni mi senta ancora piccola piccola e fatichi a credere di poter fare ciò che  ho sempre sognato, mettendomi in pausa e soffermandomi sugli errori, le possibilità di miglioramento e le svariate trasformazioni possibili, provo a crescere quotidianamente, alzando lo sguardo e sentendomi in pieno movimento. 

E allora mi ritrovo pronta a intraprendere qualsiasi cammino, con una discreta dose di paura e tanta, tantissima voglia di migliorare il mondo. Almeno per un attimo. Qui, adesso.

Il 31 marzo 2019 non sapevo che giorno fosse: credo di non aver avuto il tempo di pensarci, tuttavia sentivo che era un giorno felice, arrivato dopo settimane faticose ed elaborazioni impegnative.

Così, proprio mentre stava per concludersi, mi accorgevo che profumava d’inizio e gemme preziose.
Anche di nostalgia, certo, ma andava bene: “finché si ricorda si mantiene la giovinezza” mi dicevano un tempo.
La sensazione era che sarebbe potuta accadere una nuova magia, come una nuova notte di S. Lucia.
Non avrei trovato regali ad attendermi (già sulla scala di Umpa ne avevo trovato uno splendido, che mi aveva sciolta come un ghiacciolo sulla sabbia bollente, regalandomi un abbraccio grande e tante lacrime tiepide), ma avrei potuto finalmente dare spazio a nuovi sogni pronti ad essere scartati.

Eh sì, funziona così: i libri finiscono (cit. Reginald e Tina ).
E dispiace chiudere l’ultima pagina.
Ma è importante, per andare avanti e potersi immergere in nuove storie.

Ripartiamo da qui allora, con gli occhi lucidi, un sorriso forte e tante pagine per coltivarlo.

Grazie di cuore a chi c’è stato e continuerà ad esserci, in modo simile o diverso.

Sarà comunque bello!

M.