Un murales cangiante per ringraziare la vita valorizzando chi, giorno dopo giorno, se l’è goduta

Nel 2021 ho ripreso, continuato o iniziato numerosi progetti profondamente significativi e ciascuno di loro meriterebbe un articolo e una serie di GRAZIE dedicati ad ogni singola persona con cui li ho condivisi.

Ultimamente ho troppo poco tempo da dedicare a queste pagine virtuali (e in fondo mi piace, perché sto imparando sempre più a prendermi lo spazio per godermi pienamente le emozioni mentre accadono), ma sono mesi e mesi che rimando il racconto di un viaggio che ho intensissimamente amato e oggi ho bisogno e voglia di parlarne così, spontaneamente, per come risuona, ritorna e si ricrea ad ogni passaggio.

Sì, perché quello che è successo, è qualcosa di talmente magico e semplice che mi fa sentire i brividi in svariati momenti. Il fatto è questo: prima delle varie zone rosse, delle chiusure e delle mascherine, avevo preso accordi per un nuovo laboratorio presso il Centro Socio Educativo “Le Talpe” di Ponte Selva, con il cruccio di quel muro spento che aveva bisogno di trovare un senso. Dopo poco è successo di tutto, la sospensione si è trasformata in chiusura, l’attesa è diventata uno stato perpetuo e per alcuni lunghi mesi abbiamo dovuto mettere tra parentesi idee, pensieri e ipotesi di ogni genere perché le priorità sono diventate altre.

Quando finalmente abbiamo avvertito la possibilità di ricominciare a giocare insieme con forme e colori, il mondo si era trasformato e un po’ tutti abbiamo avvertito l’urgenza di dare valore e voce ai cambiamenti avvenuti… Ecco, poveri di parole forse, perché piuttosto provati e sconvolti, ma incredibilmente carichi di emozioni, ricordi, speranze e abbracci da liberare, siamo partiti per un viaggio sul muro. Un viaggio potente, capace di unire terra e cielo e di far circolare nuova aria in uno spazio apparentemente stretto eppure incredibilmente accogliente e luminoso anzi, pronto ad illuminarsi. Di sorrisi, sguardi lunghi, mani indaffarate e storie preziose. Di immagini. E silenzi. E presenza anche.

Forte, fortissima, nuova.

E così, un mercoledì alla volta, piccoli o grandi spazi si sono riempiti, hanno trovato un senso (o due, tre, quattro, cinque a seconda dei casi…) e hanno dato inizio a narrazioni in movimento.

Ora su questo muro ci sono i nomi delle persone che ci mancano ma ci sono pure i suoni delle loro voci, c’è il rumore delle pagine che sfogliano mentre risolvono i cruciverba, c’è il profumo del caffè preparato con cura e da condividere, c’è quel tocco sulla spalla carico di affetto e ci sono quei bronci, quelle espressioni e quei movimenti che ci fanno sentire protetti e riscaldati da chi ci è rimasto nel cuore e continua a brillare.

Ecco, domani riparto da qui e sono davvero tanto, tanto emozionata 🤗

State sintonizzati: poi vi aggiorno 👣

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