Grazie. Sulla zattera protagonista sei tu!

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Tanti messaggi in questi giorni: parole, immagini, abbracci, silenzi, doni.

Preziosi e illuminanti.
Se ogni nuova esperienza è un piccolo passo verso la consapevolezza, ogni volta che qualcuno mi porta le sue emozioni legate all’arte terapia, mi sembra di comprendere un pezzettino in più di questo mondo che esploro quotidianamente da diversi lati.
E allora ricevendo reazioni da chi ha partecipato ad un incontro o all’altro, focalizzo pian piano l’essenza del mio modo di fare arte terapia e mi sembra di capire un po’ meglio ciò che differenzia i miei interventi dai laboratori artistici o dai vari pomeriggi creativi ispirati a principi pedagogici che concedono libertà espressiva anziché occuparsi di lavoretti omologati.
Al centro della zattera, insieme ai materiali, invisibilmente, preparo unicità, rispecchiamento e spazio per i diversi processi.13243817_1116678688373934_3458328284627796872_o
La partenza piuttosto soft e delicata, aiuta a concentrarsi sul presente, permette di accogliere il passato e si propone di coltivare radici per quel futuro che fa da ombra a desideri, vissuti e speranze.
Ovviamente appare tutto implicito, eppure è sotteso e ben definito, anche se non si nota.
Attraverso tutte queste cose, una mattina, un pomeriggio, una serata o anche solo un breve momento sulla zattera dell’arte terapia, diventa nutrimento e offre una buona dose di energia per affrontare nuove situazioni.

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Mi soffermo spesso sullo strascico, sui residui che emergono quando lo spazio si svuota e mi piace pensare che il valore aggiunto di qualsiasi zattera stia nelle tracce che restano, sul pavimento, sulla pelle, nell’anima.
E allora, come quegli unguenti tanto cari alle nonne (quella dei miei bimbi in particolare), l’arte terapia offre il meglio di sé durante il dopo, quando, uscendo dalla stanza, tornando 10687873_789506911091115_3028344628037515443_oalla quotidianità e ripensando, a distanza di giorni, all’investimento emozionale, si continua il viaggio intrapreso, semplicemente osservando il mondo e rigustando le impressioni di quanto avvenuto, ricordando il processo, riattivandolo o anche rimettendosi in gioco a partire da lì.
La forza dunque sta in quell’input che smuove la creatività spontanea (ri)attivandone la fiamma.
E avvengono così quelle piccole, straordinarie eppure naturali magie che liberano, alleggeriscono, elaborano e donano benessere, aiutando a soffermarsi sul Sé.

Per tutto questo mi viene automatico ricordare, di tanto in tanto, a te che mi segui, mi ascolti o scegli di salire sulla mia zattera, che ciò che accade, accade grazie allo spazio neutro e alla situazione accogliente e calda che io contribuisco a creare in seguito ad un Tuo investimento personale di cui sei responsabile. Io posso sottolineare, amplificare, accompagnare e condividere quanto avviene, ma la/il protagonista sei tu, qui e ora e poi domani, o dopo, su questa stessa strada di espressioni e sfumature.
Ogni tanto puoi aver bisogno di un sostegno e ritorni sulla zattera, ma una volta iniziato il viaggio, hai in Te la facoltà di proseguirlo.
Quindi grazie di cuore a Te e a tutti i passeggeri, reali e virtuali.

Soltanto grazie a Voi posso sentire intensamente ciò che sto facendo e continuare a crescere come professionista e come persona.
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Osservando la foto di un simbolico viaggio con le superdonne che ormai condividono l’esperienza da anni, ho scritto che ogni zattera si fa insieme e la sua bellezza sta nei respiri sintonizzati, nel ritmo che si crea spontaneamente e nella scoperta di ogni diversità espressa.
Credo che niente sia più simile alle onde di quel movimento che nasce e cresce durante ogni sessione di arte terapia.

Forse per questo, così spesso, si sente il bisogno di ritornare…

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