M’illumino di meno… e mi scopro un po’ di più.

20151118_141918-1-1Dove c’è molta luce, l’ombra è più nera.

Johann Wolfgang Goethe

Click.

Una luce appena accennata e comincia l’avventura.

La penombra dilata le pupille e il silenzio accende l’immaginazione.

Si spengono le certezze e ci si ritrova in uno spazio nuovo, da esplorare per la prima volta.

È giunta l’ora d’incontrarsi, di confondersi, di addentrarsi dove il buio ha qualcosa da mostrare.

Certi incontri non hanno bisogno di parole.

In alcuni momenti particolarmente speciali, la comunicazione avviene ad un livello che nulla ha a che fare con il verbale: si nutre di sguardi, di contatti delicati, di percezioni silenziose ed emozioni appena respirate.

E allora lo scambio è immediato, senza filtri: avviene indipendentemente dall’uso della voce, poiché le anime sono sintonizzate e con una semplice occhiata, un sorriso o un movimento, ci si rispecchia, trovando calore e conforto.

Sono rare le persone con le quali avviene tutto questo, ma ciascuno di noi ha accanto ogni giorno una presenza unica e straordinaria con cui mettersi in gioco in modo autentico e libero, ri-contattando quello spirito bambino che si alimenta di stupore, leggerezza e fantasia. Sapete come si chiama? Ombra.

È in realtà un’assenza e forse per questo talvolta spaventa, eppure accompagna e riflette il nostro cammino quotidiano, senza chiedere in cambio altro che qualche occhiata e un pizzico di attenzione. È pronta a farci compagnia, può svelarci piccoli segreti e, se impariamo ad osservarla, sa anche farci divertire. Può essere il nostro asso nella manica per i momenti più difficili o noiosi e la compagna rispettosa e mai giudicante di cui abbiamo bisogno. Dobbiamo però imparare a farcela amica.

Come? Proviamo, almeno ogni tanto, ad illuminarci un po’ di meno, dedicando uno spazio di gioco alle nostre ombre e cerchiamo così di scoprirci un po’ di più, senza fretta, attraverso un silenzio dedicato, che conceda di lasciare tracce in cui potersi riconoscere e sfumature da cui trarre nuovi respiri.

Se volete provarci in un clima accogliente e suggestivo

in compagnia di gente curiosa in cerca di bellezza,

vi aspettiamo sulla zattera dell’arte terapia*

venerdì 19 febbraio presso la Baita Valle Azzurra a Valzurio (BG).

Dalle 19.00 cominceremo a giocare tra ombre, silenzi, arte terapia e lettura senzavoce.

Prima assaporeremo una deliziosa cenetta a lume di candela e poi, accompagnati da “Shadow”, splendido albo illustrato di Suzy Lee, c’immergeremo in uno straordinario silenzio pieno di emozioni, segni e segreti e ritroveremo la voce semplicemente quando sentiremo il bisogno di aggiungere suoni e intensità alle ombre che avremo accolto senza paura.

Ci lasceremo guidare dalla creatività spontanea, per illuminarci di nuovi colori, forme e movimenti.

 

Sarà un’esperienza intensa, delicata e profonda,

tra le pieghe dell’arte terapia,

in uno splendido luogo,

lontano dal caos

pronto ad illuminarsi di autentica magia.

12630812_1020716634662825_1969064670_o

 

Ci avete capito qualcosa? No?

Allora, immaginate di chiudere gli occhi per entrare nel clima, respirate e leggete:

Tre.

Tre donne, tre cuscini, tre agende, tre libri.

Uno.

Un giorno, un’idea, un luogo, un’immagine.

Uno di tre.

CHI?

Anna, Michela, Sara

(la Baita Valle Azzurra, la Zattera dell’arte terapia e Umpalumpa libreria)

QUANDO?

il19 febbraio 2016, dalle 19.00 alle 22.30

DOVE?

In Baita Valle Azzurra

COSA?

“M’illumino di meno… e mi scopro un po’ di più!”

MA COS’È?

Uno di tre.

Il primo di tre workshop di arte terapia tra ombre e silenzi,

con cenetta a lume di candela e letture senzavoce

 dedicati alla “Trilogia del limite” di Suzy Lee.

Una serata unica e originale per riconoscere le proprie ombre e cominciare a farsele amiche.

PERCHÉ?

Perché le favolose pagine dell’illustratrice coreana ci permettono di viaggiare dentro noi stessi.

Perché a volte, spegnendo la luce, si può illuminare il buio.

Perché è sempre ora di volersi bene.

E perché,

a noi tre,

piacciono le cose belle e significative!

 

* non sono richieste particolari competenze o abilità artistiche, bastano la voglia di mettersi in gioco e il desiderio di ritrovarsi. Semplicemente. (La creatività spontanea è un dono che tutti abbiamo, solo che spesso ce ne dimentichiamo.)

Annunci

2 commenti Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...