Arte terapia e disabilità: illuminare emozioni valorizzando gesti, movimenti, sguardi e silenzi.

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Incontrare la disabilità grave significa focalizzarsi principalmente sulla sfera emotiva, comunicare ad un livello per lo più sensoriale e lasciare spazio all’espressività spontanea: lo scambio si muove così su quel piano simbolico che consente di sfiorare il mondo interno di persone uniche, speciali e straordinariamente semplici.

L’arte terapia permette di osservare e sostenere il libero processo creativo con occhi delicati e mai giudicanti, consentendo alle compromissioni gravi e gravissime di trasformarsi in modalità di sperimentazione personali e particolari. Nel setting arte terapeutico le stesse persone che quotidianamente vengono considerate deficitarie o handicappate, cominciano ad essere viste e percepite come maestre di ricerche e sperimentazioni fuori dal comune.

Ecco allora che nella diversità di alcuni gesti quotidiani, emergono specifici modi di accogliere, utilizzare, sentire ed incontrare i materiali a disposizione e, di riflesso, le altre presenze con cui si condividono istanti.

Fare arte terapia con ragazzi e ragazze diversamente abili è anzitutto un’esperienza fantastica, in cui giocare a sintonizzarsi, cercare nuove modalità di contatto, scoprire strategie comunicative originali e profonde. Si respirano incontri che magari non contemplano le parole, ma approfondiscono e sviluppano quel linguaggio infantile fatto di lallazioni, suoni, versi e respiri, che tutti abbiamo parlato per uno dei periodi più importanti della nostra vita.

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Rispettare e accogliere l’unicità, sostenendo lo slancio individuale e valorizzando le specifiche diversità di ciascuno è il punto di partenza per avvicinarsi alla disabilità senza pregiudizi. E apprendere da nuove esperienze, imparare ad utilizzare in modo alternativo vari strumenti e riscoprire se stessi, sono le vette possibili a cui tutti coloro che scelgono di condividere un’esperienza di arte terapia con persone veramente speciali possono aspirare.

Le variabili fondamentali per condividere il processo creativo anche in questo caso sono autenticità, fiducia, pazienza e semplicità; il premio in palio è riconoscersi, imparando a sentire vicino chi appare distante e a vedere le emozioni espresse e comunicate in forme più o meno strane tramite gesti, silenzi, suoni, tracce, sguardi e movimenti.

Da una straordinaria esperienza di arte terapia presso il centro diurno disabili di Piario è nato un libro a cui vogliamo molto bene.

Contiene 24 meravigliose opere, parla con la voce pulita e delicata dell’albero che dona il nome e custodisce il Servizio e racconta semplicemente una bellezza apparentemente nascosta…

“Radici d’arte terapia” si legge in copertina.

Sì, perché l’essenza dell’arte terapia, quella tanto difficile da spiegare a parole, eppure tanto immediata a livello sensoriale ed emotivo, scorre tra queste pagine e nutre ogni giornata dell’Ippocastano.

L’originale creatività che i nostri ragazzi mettono in pratica spontaneamente, senza far rumore, sa accendere sorrisi, scaldare le giornate non particolarmente felici e regalare armonia.

E in cambio chiede soltanto genuinità, riconoscimento e rispetto.

Vi aspettiamo il 19 dicembre a Clusone (BG), per la presentazione ufficiale della nostra creatura “Ippo Castano – Uno sguardo sulla bellezza”.

VOLANTINO IPPO

E per capire da dove siamo partiti leggete qui: c’è la prima parte del progetto.

©Michela Baretti 2015

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