“Tra i colori del silenzio” – creatività, sperimentazione e divertimento per comunicare anche senza parole

10644528_895006543874484_7738842286341565337_nDSCF3505wpid-20150604_203635.jpg Si è concluso uno splendido percorso e, con l’idea di tenere acceso quel delicato clima silenzioso che 13 donne così diverse e speciali hanno saputo regalarmi, ho scritto loro una lettera. Avrei voluto farlo a mano, ma non ne ho avuto il tempo. Battere le dita sui tasti, in questi anni, mi è diventato così famigliare, che ultimamente credo sia più veloce, anche se forse si perde un po’ la magia… Ma so che l’hanno loro, la magia, quindi continuo così, come ho fatto quell’ultima sera, cercando parole e immagini da lasciare in circolo. Per loro che ci sono state, per voi che leggete e per me, che sono qui, ancora una volta, sul bordo della zattera a fare i conti con l’avventura vissuta.DSCF3538 11164826_895006663874472_7145293753879170671_n Voglio ringraziare, salutare e raccontare il senso del percorso. Un percorso pensato  prima ancora d’incontrare queste nuove passeggere, prima ancora di sentire la direzione da prendere e prima di mettersi in gioco tra proposte, improvvisazioni, reazioni e alchimie. Mi piace riflettere e scrivere alla fine del viaggio, perché mi piace fare i conti con le esperienze vissute proprio quando hanno potuto dialogare con quelle immaginate.wpid-20150604_205901.jpg Spero di riuscire a comunicare e far percepire la tacita ombra di quanto queste originali e creative esploratrici hanno saputo vivere con modalità assolutamente uniche e particolari. L’arte terapia “tra i colori del silenzio” penso sia stato un viaggio solitario in buona compagnia un po’ per tutte le partecipanti di questa iniziativa promossa dalla biblioteca di Parre e da Tirafuorilalingua. 12, anzi 13 donne, si sono prese il tempo e lo spazio per perdersi e ritrovarsi in sfumature a cui appartengono, che a loro parlano e in cui si riflettono. Hanno giocato con forme piacevoli, fastidiose o divertenti; hanno fatto, hanno sorriso (e anche riso di gusto, vi assicuro!), hanno ascoltato, hanno sentito. Hanno vissuto attimi diversi, silenziosi e carichi di loro stesse. Si può essere più o meno abituati, a viaggi di questo genere, ma non importa, ogni volta il viaggio svela e rivela piccoli frammenti di vita, che hanno il valore del presente e che sanno, qui e ora, della trasformazione in atto. Perché quando un pezzo di carta diventa un’opera, esso non è altro che l’istantanea di questo preciso momento. Con le luci e le ombre dell’attimo in cui avviene lo scatto. Nessun trucco, nessuna promessa, nessuna illusione.wpid-20150604_215544-1.jpg Una memoria, una testimonianza, un concentrato d’emozioni.wpid-20150604_210532-1.jpg Abbiamo attraversato pagine evocative e, ogni volta, queste rappresentanti dell’animo femminile, hanno attivato semplicemente la più spontanea creatività, per mettere in gioco la loro presenza nel silenzio, lasciandosi trasportare più dai movimenti, dalle forme e dalle consistenze, che dalla ragione. Hanno sostato, almeno ogni tanto, in quello spazio incantevole che si colloca tra l’intima e profonda realtà interna e la realtà esterna condivisa.wpid-20150604_210927.jpg Lo spazio in cui l’Arte dimora, nutrendo la quotidianità di bellezza e poesia. Non ho faticato a condurle, poiché tutte, in modo molto personale, conoscono bene questo invisibile angolo di mondo che sa concedere respiri profondi, solitudine, armonia e pace. Il gruppo (e che gruppo!) è sempre riuscito a garantire quel contenimento necessario a far emergere le individualità e lo ringrazio di cuore, per il rispetto che ciascuna ha saputo mantenere nei confronti di ogni altra, della zattera e delle diverse serate. Significativa questa formula di ringraziamento generale al gruppo come soggetto; è arrivata così, spontaneamente e la trovo perfetta, perché è un po’ come ringraziare “il (mondo) maschile” per aver concesso ad ogni femminilità di emergere e partecipare con piacere e libertà…
Durante ogni esperienza forse ho detto poco di quanto ho percepito, perché penso ci fosse già molto nelle presentazioni di ogni opera e di ogni autrice e non ho sentito tanto la necessità di intervenire, quanto quella di sostenere, rispecchiare, accogliere, sentire, autorizzare. Ogni viaggio individuale ha senz’altro avuto un colore diverso, ma mi piace pensare che, su ogni valigia, siano rimaste piccole tracce dei colori altrui: delicate sfumature d’incontri, scambi, condivisioni profonde. Ho visto straordinarie evoluzioni e cambiamenti sorprendenti, su questa zattera dai tronchi asimmetrici, irregolari e variegati, e molte volte mi sono stupita, divertita o incantata di fronte alle diverse sfaccettature di un percorso comune. wpid-20150604_212603-1.jpgLa ricchezza dell’intero sta nel cuore di ogni frammento: sono molto orgogliosa di essere stata un tassello del disegno che insieme, io e queste “fanciulle”, abbiamo saputo creare. Con stima e gratitudine abbraccio tutte e ringrazio la biblioteca di Parre e Tirafuorilalingua per questa straordinaria opportunità. Cito con piacere l’ultima frase scritta sul cartellone corale di chiusura da una simpaticissima partecipante:  “L’è stacc bèl: me so diertida e po’ anche sfogada! A fòssura l’ia à gratis”… Che bòtep! Ci siamo così lasciate con un arrivederci tra fragorose risate senza confini che hanno colorato il silenzio di incantevoli sfumature, grande calore e frammenti d’identità in cammino. Alla prossima 🙂

wpid-20150604_230812-1.jpg © Michela Baretti, 2015

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