Silenzio e arte terapia: creare senza parole per comunicare senza barriere.

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“Troppe parole mi danno fastidio. Vorrei scrivere parole che siano organicamente inserite in un gran silenzio, e non parole che esistono solo per coprirlo e disperderlo: dovrebbero accentuarlo piuttosto. Come in quell’illustrazione con un ramo fiorito nell’angolo in basso: poche tenere pennellate – ma che resa nei minimi dettagli – e il grande spazio tutt’intorno, non un vuoto, ma uno spazio che si potrebbe piuttosto definire ricco d’anima. (…) Non sarà un silenzio vago e inafferrabile, ma avrà i suoi contorni, i suoi angoli e la sua forma: e dunque le parole dovranno servire soltanto a dare al silenzio la sua forma e i suoi contorni, e ciascuna di loro sarà come una piccola pietra miliare, o come un piccolo rilievo, lungo strade piane e senza fine o ai margini di vaste pianure.”

Etty Hillesum, Diario 1941-1943, Milano, Adelphi 1985DSCF2404

Esiste un terreno comune a ogni genere di persona, a qualsiasi differenza di nazionalità, età, status, religione, situazione, a qualsivoglia tipologia umana e animale. È un terreno che troppo spesso ci dimentichiamo di varcare consapevolmente, presi dal bisogno di giustificare, dire, affermare, riempire; eppure ci sostiene e ci accompagna, in sottofondo, con l’intensità, la delicatezza e la fertilità che gli sono proprie.

IMG_20140821_152429Si chiama silenzio e nel momento stesso in cui lo pronunci, lo rompi, come se fosse la cosa più fragile al mondo in questo momento.

Non lo è. Non ha nulla di fragile, è semplicemente uno spazio in cui è contemplato il vuoto apparente in favore di una sostanzialità quasi impercettibile, ma estremamente profonda.

Ascoltandolo e accogliendolo, possiamo finalmente giocarci senza filtri o sovrastrutture, immersi in quella dimensione che ha caratterizzato la prima parte della nostra vita, offrendoci l’opportunità di scoprire, la possibilità di esplorare, incontrare, assaggiare e gustare il mondo, attraverso i sensi e le emozioni.

Per alcune creature resta la dimensione primaria e allora forse è naturale immaginarlo un po’ come il prerequisito 20141218_154841indispensabile alla vita: una sorta di sorgente a cui tornare, di tanto in tanto, per rigenerarsi, depurarsi, ritrovarsi.

Giocare e creare in una dimensione non verbale, utilizzando i materiali in gruppo e lasciando aperta la possibilità di comunicare senza l’utilizzo delle parole, può essere quindi un ottimo modo per contattare quell’anima di cui il silenzio è ricco, per ri-conoscersi intimamente come individui unici, originali e speciali.

La forza di un gruppo eterogeneo sta nel contrasto, nell’azzardo, negli accostamenti spontanei e talvolta bizzarri che nascono dagli sguardi e dai contatti, più o meno intensi, immediati e istintivi. In un clima creativo pervaso dal silenzio, non ci sarà altro da fare che esserci, come presenze attive nel qui e ora e il gioco più affascinante sarà assistere alla sintonizzazione delle diverse anime del gruppo.12711158_1056411987733938_8240965465051504746_o

Così, attraverso l’arte terapia, utilizzando materiali scelti, ogni passeggero della zattera, potrà raggiungere, per brevi attimi, quell’equilibrio e quell’armonia che consentiranno di percepire realmente gli altri come pure presenze e, alla fine del viaggio, ciascuno forse riuscirà ad assaporare pienamente e custodire ogni parola come una piccola pietra miliare, o come un piccolo rilievo, lungo strade piane e senza fine o ai margini di vaste pianure.12747983_1056412074400596_3717905109690175842_o

I percorsi di arte terapia che si nutrono di silenzio nascono dalla voglia di coinvolgere le persone, al di là delle rispettive differenze, in un profondo viaggio verso quella creatività spontanea e quell’autentica arte interiore, che ogni essere umano acquisisce nel momento stesso in cui viene al mondo.

Ogni incontro in cui si sospendono le parole apre la porta alle emozioni e la chiude al pregiudizio. È una proposta che valorizza l’integrazione, crede nella bellezza della diversità e coltiva la ricchezza degli incontri straordinari.

In questi anni abbiamo organizzato vari laboratori in modalita mute, dislocati in spazi e situazioni diverse (servizi, scuole, associazioni, comunità), con gruppi di ogni genere e abbiamo proposto anche un paio di percorsi per adulti che ci sono piaciuti tantissimo.loc silenzio

Il primo, pensato insieme alla Biblioteca di Parre in collaborazione con Tirafuorilalingua si chiamava “Tra i colori del silenzio”, si articolava in 5 appuntamenti a cadenza settimanale e prendeva spunto dai preziosissimi momenti di lavoro condivisi insieme ai ragazzi del Cdd di Piario: straordinari maestri di sperimentazioni sensoriali veramente ricche d’anima.

Il secondo, organizzato con Sara di Umpalumpa, si lasciava ispirare  dagli straordinari Silent books della “trilogia del limite” di Susy Lee per darsi forma in tre diversi appuntamenti particolarmente suggestivi: “M’illumino di meno… e mi scoproun po’ di più” , in

 

 

 

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collaborazione con la Baita Valle Azzurra di Valzurio;

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Allo Specchio“: nella prima casa di Umpalumpa Libreria, quando ancora abitava in piazza della Rocca e “Sull’Onda”, appuntamento d’esordio per il nuovo atelier della zattera nella sede di Umpalumpa Officina di storie e colori, in via Querena 42. 13754145_1176887082367320_7446003746201648954_n

 

 

 

 

Ciascuna di queste esperienze ha saputo attivare uno scambio intenso di grande valore emotivo, condiviso con splendidi gruppi capaci d’immergersi nei tratti evocativi, incisivi e delicati di un’arte terapia che, non richiedendo necessariamente il linguaggio verbale, accoglie tutti, ma proprio tutti i possibili viaggiatori.

Perché lo straordinario potere catartico ed evolutivo del silenzio va accolto, coltivato e condiviso…

Contattateci per organizzare il vostro viaggio senzaparole: sarà un’affascinante scoperta!

Vi aspettiamo 🙂

 

 © Michela Baretti, 2015

 

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