McCurry: lo straordinario potere di attimi intensi

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“Viaggio intorno all’uomo” è un titolo perfetto per una mostra che sviscera emozioni e tocca in modo profondo e caldo gli svariati colori dell’anima. Una location splendida, un’esposizione originale e coinvolgente per oltre 200 affascinanti immagini cariche di suggestioni, vibranti ed estremamente forti.

Tanti ritratti in cui l’intensità dell’istante, dello scatto, si confonde con i segni del tempo, con le storie e i sapori che si dilatano nel silenzio degli sguardi. Incontri che paiono reali, con persone che, chissà come, acquistano la tridimensionalità nel momento in cui le guardo, quasi che fossero lì ad aspettarmi, per raccontare il loro piccolo pezzo di mondo, per farmi scoprire l’emozione che hanno addosso lì, di fronte a me.

Ad un certo punto entro nella vertigine e assisto impotente ad un bombardamento di immagini che fanno male, sconvolgono, evocano orrori, ansie, sensi di colpa e frustrazione. Riesco a respirare grazie agli spazi vuoti, alla sensazione di apertura offerta dall’allestimento, che simbolicamente garantisce l’altrove consentendo di mantenere un equilibrio.

Sento il bisogno di scappare, di ritrovare istanti che facciano meno male e arriva la poesia di momenti unici, semplici e spettacolari. Assaporo il tempo dell’attesa, e la sensazione di armonia che scaturisce da forme e colori mi inebria, di stupore, meraviglia e bellezza.

Un viaggio tra le pieghe dell’animo umano, nella memoria individuale e collettiva, attraverso tappe che appartengono a ciascuno nonostante possano apparire, a tratti, lontane o incomprensibili.

Un incredibile tuffo nel mondo bambino anche, perché di fronte a fotografie tanto incantevoli, ci ritroviamo piccoli, sentiamo di avere ancora molto da imparare e ritroviamo quella curiosità e quel desiderio di scoperta e gioco che caratterizza l’infanzia.

Mentre salgo le scale e mi congedo da tanta magia, avverto nuovamente lo straordinario potere dell’Arte, quella che amo, quella che parte dall’interno e, da lì, riflette uno scorrere soggettivo che sa farsi frammento universale.

© Michela Baretti 2013

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