Tensione in famiglia? Prendiamoci a cuscinate!

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Non posso dire se vi siano o meno studi scientifici che lo dimostrino, ma in qualità di mamma, di persona adulta, di bambina che fu (e che si concede, almeno ogni tanto, di continuare ad esserlo), nonché di arte terapeuta, garantisco che un po’ di leggerezza molto spesso funziona!

La questione è molto, molto semplice: non importa chi sia più arrabbiato, triste o sconsolato, né è necessario porsi e porre troppe domande in alcuni momenti.

A volte la voglia e/o la forza di rispondere non ci sono e basta.

Quello che invece ci può essere comunque, è un piccolo spazio d’azione possibile, che riguarda la sfera del gioco.

L’attività ludica può aiutare moltissimo a superare situazioni difficili e complesse e nelle situazioni pesanti, quando c’è bisogno di scaricarsi, sbloccarsi, “buttare fuori” accumuli di vario genere, la lotta con cuscini e peluches ha un potere straordinario.

Ci sarà, come sempre, qualcuno più propenso e qualcuno più restio alla battaglia; magari un membro della famiglia non accetterà nemmeno di provare a giocare, trovando una scusa qualsiasi per defilarsi, o mostrando addirittura disprezzo, per questo genere di cose. Eppure, una volta cominciato il divertimento, l’atmosfera diventerà talmente travolgente  da far cedere anche i più ostili spettatori… ho visto cadere in tentazione anche i genitori più rigidi e i bambini più chiusi ed arrabbiati… (E mi viene sempre in mente l’effetto “torte in faccia” di certi vecchi film: irresistibile!)

Non c’è una ricetta, non c’è un costo, non c’è un tempo ideale. Non c’è un unico modo: a ciascuno il proprio, come dovrebbe essere, purchè si rispettino 3 regole fondamentali:

  • i cuscini o i peluches non devono avere parti dure (bottoni, occhi, cerniere a vista…)
  • se ci sono bambini piccoli è fondamentale proteggerli e tira con una certa delicatezza
  • bisogna spostarsi in uno spazio abbastanza ampio, dove non vi sia pericolo di urtare e rompere mobili o oggetti.

Detto questo, nessun limite alla fantasia… si può partire senza dire una parola e radunando un po’ di cuscini, magari insieme ad un complice, oppure si può organizzare il gioco fin da subito, o partendo addirittura dai preliminari, programmando il timer per allenarsi singolarmente durante il countdown, o ancora si può scegliere di dividersi in squadre, fare prima una gara per recuperare le “munizioni”…

Insomma, come volete…basta “mettersi in gioco” lasciandosi trasportare da ciò che il momento suggerisce.

Forse sono di parte (campionessa mondiale della famiglia per almeno 2 volte ;-)), ma vi assicuro che può essere veramente un’esperienza catartica!

 Impariamo dai bambini: tante volte la chiave è la semplicità!

P.S.

Per i più temerari probabilmente non serve nemmeno dirlo, ma d’estate la variante migliore sono le bombe d’acqua 🙂1010532_10201531405517168_936737318_n

© Michela Baretti 2013

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